Gianni Guido, uno dei “massacratori” del Circeo, è un uomo libero

mercoledì 2 settembre 2009

Con tutti i problemi che assalgono il nostro quotidiano vivere tocca anche stare a discutere del rilascio per “fine pena” di un personaggio (chiamiamolo così) che, pur essendosi macchiato di un crimine talmente orribile …e latitanza a parte…, comunque le patrie galere per vent’anni le ha conosciute eccome, e di questi tempi è cosa rara e alquanto anomala dato che nel nostro Paese, tra indulti e istituti penitenziari superaffollati, il carcere ormai sembra essere garantito solo a chi spara ad un piccione incontinente e non ha danari per permettersi un buon avvocato difensore.
Non dovremmo discuterne, abituati come siamo a tanta “generosità” e “lodi”….eppure ripensando a quei maledetti due giorni di fine settembre del 1975 sul Circeo si rimane abbastanza sconcertati nel sapere di nuovo per le strade un appartenente alla propria specie che con tutta naturalezza andò a mangiarsi una pizza con gli altri due assassini mentre nel bagagliaio di un’auto credettero di “parcheggiare” prima di disfarsene i cadaveri di due povere ragazze torturate qualche ora prima (seppur l’epilogo ebbe poi in parte il suo lieto fine perchè Donatella Colasanti in realtà fingendo di morire sopravvisse e fu in grado di chiedere aiuto dall’interno dell’automobile).

Forse Guido non è come Izzo e Ghira, probabilmente si è fatto trascinare dal cosiddetto “branco”, ma fino a che punto si può essere “condizionati”, partecipare per due giorni di seguito alle efferatezze dei “capi” Izzo e Ghira ed avere la freddezza di tornare a casa dai genitori per cena a Roma, percorrere 100 km di strada e di pensieri che potrebbero risvegliare la coscienza di quel che si è fatto, e comunque ripartire di nuovo verso il Circeo per “terminare” il lavoro?
E’ forse da persone consumate dal rimorso per aver brutalmente torturato e ucciso o è qualcos’altro di più inquietante lo scoppiare in lacrime alla notizia della morte (presunta per alcuni, ma questa è un’altra storia…) dell’amico Andrea Ghira?

Quel che è accaduto cinque anni fa quando venne liberato Angelo Izzo, cioè dopo che uccise nuovamente due donne, doveva pur servire da monito, ma in realtà gli interrogativi nel caso della liberazione di Guido non sono solo questi, e si basano più sulla reale convinzione di chi l’ha rilasciato che sulla sua effettiva “conversione”.
Infatti se si tiene conto dei ventitre anni di galera e non trenta come sentenziato nel 1980, dopo le due evasioni per un totale di undici anni di (agiata) latitanza e le “coperture” di cui ha forse usufruito grazie alla sua famiglia, e un sistema carcerario che sicuramente non è in grado nè di “sanare” e nè di reinserire nella società neppure un ladro di polli, QUANTO è possibile credere alle parole dell’avvocato difensore, degli psicologi e dei giudici del tribunale di sorveglianza di Roma che parlano di “silenzioso pentimento” e «revisione critica dei trascorsi devianti»?

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7 Commenti to “Gianni Guido, uno dei “massacratori” del Circeo, è un uomo libero”

  1. Caro Salvatore, chi ha abbastanza memoria per ricordare almeno nei tratti salienti l’orribile delitto del Circeo è rimasto diciamo sconcertato quanto te nell’apprendere che uno dei tre protagonisti è ora di nuovo in circolazione.. ma sei la legge glielo consente in qualche modo, credo che la legge vada rispettata, anche se non vorrei trovarmi nei panni dei parenti di quelle ragazze..
    Il punto è, secondo me, che quell’omicidio fece tanto scalpore perché fu forse il primo venuto alla ribalta delle cronache, perché i protagonisti erano della Roma-bene, perché colpì l’arringa della Lagostena Bassi.
    Ma di quante altre violentate, torturate e uccise si lesse dopo e si legge oggi tutti i giorni, e dopo tante lotte appunto delle donne? è questo che non finisce di “turbarmi”.
    Un caro saluto

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  2. ho postato alcune riflessioni più che Urbane, sull’Urbe
    ogni tanto bisogna pur sorridere :)
    buona domenica

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  3. Comunque, caro Compagno, qui non molla nessuno, giornalisti o meno.
    Scenderanno a patti.
    Sennò, scenderanno e basta!
    Un abbraccio affettuoso.

  4. Compagno va benissimo!
    Grazie, caro!

  5. Siamo alle solite, giustizia non è fatta. Un saluto da Salvatore.

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  6. Scusa sarei io. Ciao.

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    ogni tanto bisogna pur sorridere :)
    buona domenica

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